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Una panoramica sul cospirazionismo contemporaneo – analisi socio-politica (Parte 1)

Alla persona che utilizza poco Internet, o non lo utilizza affatto, la parola “complotto” farà sicuramente venire in mente le vecchia lezione di storia a scuola sulla famosa cospirazione messa in atto contro Giulio Cesare dal suo figliastro Marco Bruto e altri politici che lo uccisero con 23 coltellate. Gli sarà invece completamente sconosciuta la parola “complottista” che, prendendo come riferimento il vocabolario Treccani, è stata inserita tra i neologismi giusto cinque anni fa, nel 2008.

Che cosa vuol dire complottista? Chi è un complottista?

Dal Treccani: complottista s. m. e f. e agg. Chi o che ritiene che dietro molti accadimenti si nascondano cospirazioni, trame e complotti occulti

Il neologismo è nato in Internet, così come tantissimi altri neologismi degli ultimi anni.
Nonostante non esista un’unica tipologia di complottista (e di complotto) è possibile affermare in linea generale alcune caratteristiche comuni.
Il cospirazionista è chi sospetta sempre che ci sia un’altra motivazione, diversa da quella ufficiale, dietro fenomeni riguardanti perlopiù  il mondo politico ed economico; ritiene le proprie o altrui teorie valide e comprovate pur non avendo prove che dimostrino che esse siano effettivamente vere; a causare questi avvenimenti sarebbero alcuni uomini di potere (solitamente delle élite) che hanno agito nell’ombra e nella segretezza e i cui fini sono o sconosciuti o riconducibili alla brama di potere, al profitto economico o alla mera malvagità.

Esistono diversi studi sociologici sul fenomeno del cospirazionismo; esso ha interessato in particolar modo sociologi, politologi e psicologi sociali. La maggior parte dei lavori a cui farò riferimento sono presenti in questo articolo (Conspiracy theories: a literature review, davvero interessante e ben fatto) pubblicato sul sito Deconspirator;

Innanzitutto va detto che il cospirazionismo non è affatto una novità, credo sia impossibile risalire alla sua nascita se non sommariamente. Quel che è certo è che non ha mai assunto così tanta rilevanza quanta ne sta avendo in questi anni.
A mio giudizio, la causa principale di tale fenomeno è la crescente dipendenza politica dei cittadini da istituzioni esterne alla propria comunità. Le gerarchie politiche erano ben diverse nelle cosiddette “società semplici”, le gemeinschaft, dove i rapporti tra i cittadini e i propri governanti erano più diretti, oppure in quei pochi esempi di piccole comunità anarchiche contadine o tribali prive di alcuna figura autoritaria, mentre nelle “società complesse”, con la nascita di Stati nazionali popolati da milioni di abitanti, l’indipendenza nelle scelte politiche è messa in dubbio. Nell’ultimo secolo con l’avvento della società di massa, il cospirazionismo ha assunto una forma ancora più rilevante: gli organismi internazionali e sovranazionali, sempre più numerosi e incisivi nella vita politica mondiale, hanno assunto maggiori poteri, ciò ha minato le fondamenta della fiducia del popolo nelle alte sfere della politica già di per sè poco solide. L’allontanamento delle istituzioni dal cittadino è quindi causa fondamentale del cospirazionismo, un fenomeno che è sempre più in crescita di pari passo con la dipendenza politica da organizzazioni extrastatali  (ad esempio ONU, NATO)  soprattutto da quelle maggiormente responsabili delle politiche economiche (Banca centrale Europea, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale)

Lo storico francese Michel Winock ha stabilito il 1789 come cesura storica per quanto riguarda il fenomeno del cospirazionismo; nella storia precedente all’anno della rivoluzione francese, le teorie del cospirazionismo sono caratterizzate dalla contrapposizione a sfondo religioso tra il Bene e il Male, mentre in seguito al 1789, nell’era contemporanea, le teorie complottiste si basano maggiormente su una prospettiva più secolarizzata, contrapponendo quindi una minoranza ad una maggioranza.
Ancora oggi tuttavia è possibile rinvenire la dimensione religiosa in molte teorie del complotto. Più generalmente comunque, le persone religiose che abbracciano le teorie cospirazioniste identificano la figura di Satana o di Lucifero negli Illuminati, coloro che dovrebbero stabilire il Nuovo Ordine Mondiale.
Quella degli Illuminati, nella storia ufficiale, è stata una società segreta bavarese del diciottesimo secolo. Qualche mente “illuminata” è arrivata anche ad ipotizzare un governo mondiale controllato da alieni satanisti.

Come detto prima, le teorie cospirazioniste, soprattutto quelle moderne, hanno tutte una struttura che le accomuna.
I tre gruppi agenti in qualsiasi teoria cospirazionista sono: 1) un gruppo segreto e potente (solitamente identificato negli Illuminati, nel gruppo Bilderberg o nel più generico Nuovo Ordine Mondiale)  2) una maggioranza di individui manipolati e non consci del complotto e infine 3) uno sparuto gruppo di persone consapevoli della cospirazione. (Pipes, 1997, p.31)
Quest’ultimo gruppo può essere definito attivo, perché è da esso che ha origine la teoria cospirazionista e quindi la conseguente “nascita” degli altri due gruppi i quali possono essere definiti passivi.

Nel 2006 il filosofo francese Taguieff nel suo libro “‘L’imaginaire du complot mondiale” stabilisce 4 cardini principali delle teorie complottiste moderne:

1) Nulla avviene per caso
2) Quel che succede è frutto di volontà segrete
3)Niente è come sembra e…
4)…tutto è connesso

Prendiamo come esempio una teoria complottista tra le tante: Le scie chimiche.
Coloro che sostengono questa teoria, credono che vi siano unità aeromobili che volano negli spazi aerei di tutto il globo irrorando sostanze chimiche (bario e alluminio) sulle nostre teste.
Secondo alcuni complottisti, questi mezzi sarebbero al soldo della multinazionale Monsanto che li utilizzerrbbe per danneggiare tutte le coltivazioni naturali, per poi costringere i contadini a comprare i propri semi modificati geneticamente, resistenti alle sostanze chimiche versate dagli aerei. Una bella storiella la cui veridicità però non è provata.

1) Nulla avviene per caso: nella mente di una persona che crede alla teoria delle scie chimiche, vedere numerosi aerei passare in un ristretto lasso di tempo non è un caso; fa parte del complotto e quella è la dimostrazione, perché probabilmente avrà letto da qualche parte che fino a qualche anno fa le linee aeree non erano così trafficate.

2) Quel che succede è frutto di volontà segrete: L’irrorazione di sostanze chimiche è finanziata da loschi individui a capo di una spregevole multinazionale, oppure semplicemente dall’élite di illuminati che vuol conquistare il mondo; tutte agiscono nell’ombra e il complottista si sente come detentore di una verità nascosta ai più.

3) Niente è come sembra: Quelle che in realtà potrebbero essere scie di condensazione o semplici nuvole sono scie chimiche. Più che “non è come sembra” ritengo che sia più appropriato dire “non è come vogliono farci credere“. Nella mente di alcuni complottisti è sorta l’idea che vi sia in corso una “guerra mediatica” tra coloro che vogliono portare la verità a galla e gli “insabbiatori”, ovvero i debunker (coloro che cercano di confutare le teorie cospirazioniste)

4) Tutto è connesso: Non sapendo cosa intendesse precisamente Taguieff, ho interpretato il punto in due modi: (I) tutti gli eventi interni alla singola cospriazione sono connessi, oppure (II) tuttle le cospirazioni del mondo sono connesse andando a formare un’unica megacospirazione globale.
Quindi (I): prendendo ancora la teoria delle scie chimiche come esempio, le irriorazioni che avvengono nei diversi punti della Terra e i tentativi di “insabbiamento” che ci sono da parte di persone, associazioni o media di nazionalità diversa, sono tutti finanziati dalle stesse persone, dunque tutti questi eventi sono connessi. Non ci sono quindi tante piccole élite autonome distribuite in tutto il globo, ma si tratta di un piano di irrorazione su scala mondiale organizzato da un’unica élite. Questo è un pensiero che ho riscontrato in tutti gli sciachimisti.
(II) Tenendo conto della seconda interpetazione, personalmente invece non ritengo questa una caratteristica di tutti i complotti; esistono infatti tipologie di cospirazioni che sono strettamente legate ad un particolare Stato o un unico evento e quindi non sarebbero connesse in alcun modo con altre cospirazioni avvenute in altre parti del globo.
Il politologo Michael Barkun nel suo libro Culture of Conspiracy: Apocalyptic Visions in Contemporary America individua tre tipologie di cospirazioni: Teorie delle cospirazioni limitate a singoli eventi (ad esempio la teoria del complotto nata intorno all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy o all’incidente di Lady Diana), teorie della cospirazione sistemiche, dove un’organizzazione come quella dei Massoni o degli Ebrei agisce per prendere il controllo di uno stato o del mondo intero e infine le Supercospirazioni (come quella del Nuovo Ordine Mondiale).

Come nasce una teoria del complotto? E soprattutto in che modo si diffonde?

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Tutto può partire da truffe, da articoli interpretati in modo errato, oppure da singoli individui che elaborano vere e proprie teorie per spiegare determinati avvenimenti senza conoscere i fatti, dando adito alle proprie convinzioni prive di fondamento. Ma questa è solo la miccia. Ciò che innesca il percorso di diffusione delle teorie del complotto e che contribuisce a renderle tali sono i mezzi di comunicazione di massa, primo fra tutti Internet. Come già detto nella prima parte, le teorie del complotto non sono nulla di nuovo, ma oggi ci troviamo di fronte ad un “nuovo cospirazionismo” che ha individuato nella Rete il terreno fertile nel quale crescere raggiungendo così una dimensione globale.
Questi sono gli anni del “massive sharing” dei Social Network come Facebook e Twitter, sempre più persone entrano nel mondo virtuale e sempre più il mondo virtuale entra a far parte delle loro vite; ciò significa che sempre più persone sono bombardate da un numero sempre più grande di informazioni. Tra queste molte, forse la maggior parte, sono false. La condivisione di queste notizie false (le cosiddette bufale) porta alla creazione delle suddette teorie, che spesso giungono ad avere alle spalle una vera e propria letteratura (ad esempio i libri di David Icke, in cui si sostiene l’esistenza della razza Rettiliana).

Ritornando all’esempio della teoria cospirazionista delle scie chimiche, essa è nata da una truffa del 1977 ad opera di due uomini, Richard Finke e Larry Wayne Harris, che per pubblicizzare la propria ditta cominciarono ad inviare e-mail contenenti informazioni false ma che avrebbero certamente attirato l’attenzione. La giornalista Silvia Bencivelli racconta la genesi di questa teoria nel suo articolo su La Stampa “La leggenda di una bufala”.

L’altro mezzo di comunicazione di massa, la televisione, al contrario di Internet, è visto da molti cospirazionisti come strumento di potere utilizzato dalle élite per assoggettare ai propri voleri la popolazione mondiale, sia attraverso i notiziari che attraverso vari programmi contenenti messaggi subliminali. Una frase celebre da loro pronunciata spesso  è “in TV queste cose non le dicono“.
Internet è visto come mezzo di salvezza dai poteri forti, un luogo in cui “il popolo” può “combattere” i malvagi che vogliono conquistare il mondo, attraverso la condivisione di informazioni “sensazionali” o attraverso l’organizzazione di cortei e proteste fuori i palazzi delle istituzioni. Spesso negli spazi del web gestiti da complottisti si può notare un uso frequente delle parole “informazione“, “libera” oppure “vera” o ancora “indipendente“;  tutto ciò che è ufficiale non è attendibile perché legato ad una qualche forma di autorità malvagia. Il cospirazionista può giungere a mettere in discussione l’intero sistema sociale in cui vive considerandolo una creazione del potente o dei potenti. È infatti comune imbattersi in persone che utilizzano il film “The Matrix” come paragone del mondo attuale, un mondo finto, un mondo costruito da pochi per schiavizzare la maggioranza. Il complottista solitamente crede di essere portatore di una nuova “coscienza”, la sua missione è risvegliare le coscienze della popolazione ancora dormiente e manipolata dai poteri occulti.

È impossibile non notare una concezione estremamente manichea del mondo agli occhi di un complottista. Si vengono a formare due fronti: da una parte abbiamo il “noi” (piccola comunità, cittadini italiani, o abitanti della Terra), vittime della cospirazione e fondamentalmente buoni e dall’altra abbiamo “loro“, i cattivi, mossi dalla brama di potere e di profitti.

In attesa della seconda parte, ecco il brano “New World Order” dei Megadeth, gruppo thrash metal statunitense: http://www.youtube.com/watch?v=WUrWqIanr00

Parte 2

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3 comments

  1. Roberto

    Aspetto la seconda parte! 🙂

  2. Alex

    Bell’articolo! È curioso come a me sia venuta un’interpretazione totalmente diversa del “tutto è connesso” rispetto alle due che ipotizzi tu. In entrambe le tue ipotesi parti dal dato di fatto della cospirazione. Credo che invece il punto potrebbe essere questo: secondo il complottista, tutti i fatti del mondo (o meglio, tutti i fatti rilevanti; o meglio, tutti i fatti che egli considera rilevanti), pur essendo apparentemente scollegati e con complesse relazioni di causalità che andrebbero indagate da esperti di svariati ambiti di studio differenti, hanno in realtà la medesima spiegazione: la volontà del gruppo segreto (illuminati, ebrei, rettiliani, bilderberg, …). Ogni evento è connesso dal fatto che in realtà avviene in quanto è vantaggioso per questo gruppo, ed è dunque voluto da questo gruppo.
    Insomma, noi non complottisti ci illuderemmo cercando di indagare le ragioni di una guerra civile o delle condizioni di un paese del terzo mondo basandoci sulla storia, la politica, la cultura, l’antropologia, l’economia ecc di quella cultura: perché in realtà tutto quello che dobbiamo sapere è che gli illuminati hanno un interesse nel farla avvenire, e dunque la fanno avvenire, e dunque avviene. E questo vale per tutti i vari eventi considerati rilevanti sparsi per il globo: chi non è complottista ritiene che ciascuno vada indagato con difficoltà perché ha delle sue ragioni d’essere; il complottista sa già che questo evento è solo apparentemente un caso a sé: gli illuminati non permettano che nella storia accadano eventi al di fuori del loro controllo, ma anzi la indirizzano a proprio piacimento.

    Il che ci porta ad un elemento che nell’articolo è in nuce ma non esplicitato, e che sottolinea Karl Popper: convinzione fondamentale del complottista è che la spiegazione di un evento risieda nel trovare il gruppo che ha interesse affinché accada. Lo vediamo molto meglio con le teorie cospiratorie attuali, a lui sconosciute: persino i terremoti non sono eventi casuali, ma solo voluti da coloro che ne ricavano un vantaggio. Il complottista, delirando, ignora totalmente quella che è la natura e la condizione umana, e si illude che gli illuminati, come fossero divinità, siano in grado di controllare tutto e realizzare esattamente i propri obiettivi senza scarti (in realtà, come umani non siamo certo in grado di prevedere le conseguenze delle nostre azioni e quelle altrui, e di concretizzare i nostri obiettivi al 100% senza compromessi o casini vari). Eppure per il complottista avviene così. Se qualcosa succede, non può essere per caso, e non può essere per una difficile e complessa amalgama di compromessi, forze e controforze politiche, economiche, sociali ecc: no, è la volontà diretta e precisa di un gruppo nascosto che è riuscito a realizzare esattamente ciò che desiderava.

    1. Bruno

      Ciao Alex e grazie per i complimenti e il commento! 😀
      Mi sembra che quello che tu hai dedotto dal punto “Tutto è connesso”, ovvero che secondo i cospirazionisti tutto ciò che avviene nel mondo abbia alle spalle un gruppo segreto, sia in parte spiegato nei punti 1 e 2, soprattutto nel 2 “Quello che succede è frutto di volontà segrete”. Lì ho fatto l’esempio del complotto delle scie chimiche, ma come hai detto tu può valere per qualsiasi avvenimento strano: se c’è un terremoto in Cina è colpa degli Statunitensi, i vaccini causano l’autismo perchè le case farmaceutiche ci guadagnano ecc..
      Se ho frainteso quello che intendevi dimmelo pure 🙂

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