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No, tu non sei di sinistra

No, non sei di sinistra se speri che il “Sì” trionfi al referendum del 5 luglio. E no, non sei “socialdemocratico”, se scrivi che scegliendo il “No” la Grecia “volterebbe le spalle all’Europa”. La domanda che verrà posta tra pochi giorni in occasione del referendum greco è chiarissima: vuoi accettare il piano di riforme redatto dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione Europea e dalla Banca centrale? Qui il testo originale. Nel caso di una risposta positiva, ha promesso Tsipras, egli si recherebbe a Bruxelles in qualità di Primo ministro per firmare il piano, e molto probabilmente rassegnerebbe anche le dimissioni. Nel caso di vittoria del “No”, i greci dimostrerebbero il loro rifiuto alla ratifica dell’accordo; nulla di più, nulla di meno.troika-2 Eppure quando è stata annunciata la mossa di Tsipras, i principali leader europei, e il nostro Matteo non poteva mancare, hanno proposto una lettura del referendum piuttosto fantasiosa e non aderente alla realtà dei fatti: secondo loro il sì dimostrerebbe che i greci sono “a favore dell’Europa” e un “No” si tradurrebbe in un implicito e “irresponsabile” abbandono della divisa comune. In realtà non solo il popolo greco dovrà decidere esclusivamente se accettare o no un programma di riforme, come detto più su, ma nei Trattati dell’Unione Europea non esiste alcun riferimento all’abbandono dell’Euro da parte degli stati membri, quindi non ci sarebbe alcun motivo valido per espellere la Grecia dell’Eurogruppo; Varoufakis ha annunciato che se dovesse accadere una cosa simile, farebbe ricorso alla Corte di Giustizia europea. Esiste invece un articolo del Trattato sull’Unione Europea che dimostra quanto l’operato della troika in Grecia sia completamente in antitesi con quelli che sono i valori fondanti dell’Unione:

Articolo 9 del Trattato sull’UE: “Nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana.

Stiamo parlando di una delle fonti primarie dell’Unione. E invece cosa prevede il programma di riforme della troika? Alcuni punti, come la lotta all’evasione fiscale e la riforma del sistema giudiziario, accontentano tutti, anche il governo “radicale” attualmente al potere; tuttavia, vengono proposti anche aumenti dell’IVA sui beni di prima necessità e agli hotel (motori dell’economia greca), privatizzazioni e tagli ai sussidi destinati ai contadini; in un paese allo stremo, dove la disoccupazione è alle stelle, la disuguaglianza economica è in crescita e una parte consistente della popolazione non ha la possibilità di permettersi le cure di cui necessita o di pagare le bollette, un programma del genere dovrebbe essere respinto con fermezza da chi si dichiara di sinistra e crede in un’Europa davvero unita e più attenta alle disuguaglianze. Invece stiamo assistendo ad una tragica commedia che ha dell’incredibile: Il Partito dei Socialisti e Democratici Europei sta suggerendo ai greci di votare “Sì”, scegliendo di schierarsi con le istituzioni che da anni stanno imponendo riforme responsabili dell’impoverimento delle classi meno abbienti e che per di più si sono dimostrate fallimentari e inefficaci. E non è tutto: nonostante il chiaro appoggio, questi “socialisti” continuano a dichiararsi pubblicamente contrari alle misure di austerità._69696114_154440047

In quest’area dello spettro politico europeo solo la Gioventù Socialista Europea, gruppo figlio del PSE, si è schierato a favore de “No”, ma quando questo ha annunciato la sua scelta sulla sua pagina Facebook, è stato fortemente criticato da alcuni sostenitori. Ho discusso con un ragazzo greco che si lamentava del sostegno verso il “No” e le sue argomentazioni mi hanno lasciato esterrefatto: nonostante sia contrario all’austerity, non avrebbe votato contro il programma perché anche i neonazisti di Alba Dorata e i comunisti anti-Euro dell KKE avrebbero votato in questo modo, e continuava a ripetere, sbagliando, che il “No” avrebbe voluto dire “No” all’Unione Europea. È un po’ come votare contro una legge che prevede una tassa sui beni di lusso solo perché anche Forza Nuova è a favore. Mi dispiace ma no, non sei di sinistra. Attualmente è in atto una grande battaglia politica tra l’Europa liberal-conservatrice e l’Europa che vuole maggiore giustizia sociale, inutile dire che la troika rappresenta la prima e purtroppo i “socialisti” del PSE stanno dimostrando non di combatterla, ma di sostenerla. Nonostante io non condivida alcune sue posizioni e sia più moderato, in questa battaglia sostengo il Partito della Sinistra Europea, incarnato principalmente in Tsipras, perché è uno dei pochi che sembra davvero intenzionato a cambiare l’Unione per evitare la sua implosione; non vuole affatto distruggerla come dice qualcuno. La guida conservatrice dell’Unione Europea, con la sua predilezione ai tagli e la sua paranoia dell’inflazione, sta facendo tornare a galla nazionalismi ed estremismi di vario tipo che non possono far altro che spingere sempre più lontano la possibilità di una maggiore integrazione europea. Che strada vogliamo scegliere?

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