«

»

È colpa dell’Unione Europea

L’ho criticata io, la sta criticando il mondo, ma dobbiamo tutti ricordarci che l’Unione Europea, o meglio, l’Europa occidentale, è l’unica luce in fondo al tunnel a cui stanno mirando migliaia se non milioni di persone in fuga dalle miserie della guerra. I paesi del Golfo voltano continuamente le spalle ai rifugiati, nonostante siano quelli culturalmente più vicini ai profughi e posseggano immense ricchezze. Il governo australiano sponsorizza campagne degne di uno stato che fa della xenofobia la sua principale dottrina, lasciando a marcire vite umane nei vicini mari, seguendo l’esempio dei piccoli paesi del sud asiatico; gli Stati Uniti restano immobili, volgendo gli occhi dall’altra parte e turandosi le orecchie; e ultimo ma non meno importante, gli stati dell’Est Europa stanno dimostrando di essere ben lontani dall’Europa della Libertà, Fraternità e Uguaglianza.

È ormai un dovere morale per l’europeo medio, spesso di sinistra, purtroppo, condividere immagini le cui stelle della bandiera dell’Unione Europea si trasformano in cadaveri, oppure in filo spinato; eppure la civiltà dell’Europa occidentale, quella che ha dato vita a questa Unione, è l’unica che si è attivata e si sta attivando per correre in aiuto di chi ha bisogno. Ci stiamo mettendo in discussione, le critiche corrono ovunque, si ragiona su come risolvere il problema e migliaia di volontari offrono le proprie case, ma siamo un’isola in mezzo ad un oceano ricolmo di egoismo e paura dell’altro, è in questa melma che principalmente affogano i rifugiati. Eppure noi siamo dipinti come i malvagi della situazione, quelli che lasciano i bambini siriani marcire sulle spiagge. La Commissione Europea sta lavorando per dividere equamente tra gli stati membri circa 120 mila persone, mentre in mare le navi europee corrono in soccorso. I nazionalismi e altri -ismi, sono complici nell’ostacolare una risposta comune ai terribili eventi di questi giorni, che sicuramente porterebbe migliori risultati. Nonostante questo, nelle immagini di critica non ci sono le facce di Salvini, Le Pen o Orbàn, ovvero la parte marcia di questa civiltà, ma la bandiera europea, il capro espiatorio del secolo per qualsiasi crisi colpisca questo continente.bansky-eu-message2

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>